Quando mi è stato proposto di raggiungere gli altipiani mongolo / siberiani, di cui sinceramente conoscevo - fino a quel momento - poco o nulla, ho seguito senza esitazione l'istinto che nel primo impulso, effetto della proposta stessa, mi aveva precipitata in uno stato di entusiasmo fuori dal comune.
E mi sono messa in viaggio.
Un viaggio per certi aspetti piuttosto arduo, per altri versi invece, letteralmente elettrizzante tanto che fin dal suo inizio è stato tradotto in "appunti di viaggio" da cui ha preso vita la stesura del libro "MONGOLIA, La Via Dell'Acqua".
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
MONGOLIA, La Via Dell'Acqua
di Muriano Vincenzo
Ciò che affascina del libro di Enrica è la semplicità poetica della sua narrazione, ma anche la purezza del suo sguardo, com’è quello di una creatura sorpresa del suo smarrimento alla riscoperta dell’antico senso del viaggio: perdersi alla ricerca di un altrove che è già presente in lei. Enrica si mette in cammino parlandoci quasi a bassa voce, poi ci coglie di sorpresa, perché sa anche urlare, meravigliarsi, commuoversi e ancora una volta ci sorprende perché attraverso il suo narrare i suoi passi diventano i nostri, i suoi occhi gli occhi di ognuno. La sua scrittura ha il dono di evocare spazialità multiformi attraversate dallo stupore di chi osserva in profondità ogni particolare. Il libro ci parla con la voce di chi ha capito il senso di questa esperienza, forse da sempre. E leggendo siamo tutti lì con lei e come lei ci sentiamo parte di una nuova epopea, antichi e moderni viaggiatori nella mappa. Lungo i sentieri si intensifica il bisogno di continue partenze, ben ancorati a terra, ma col desiderio di volare, sempre.
I libri di Enrica Bacchia traggono ispirazione dai viaggi intrapresi in compagnia di Caty Marí, la mitica sciamana dell’isola di Ibiza.
Per conoscere Caty: http://www.catymari.es
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Alcuni artisti si incontrano, si scelgono e intraprendono un viaggio. Il loro richiamo? Il Suono e in esso la consapevolezza di una natura comune. Quel suono che crea la parola e che, a sua volta, origina il creato. La parola a volte li guida e il testo genera frammentazione, in un gioco che si fa chiaro nella voce come nelle percussioni o nel libero interloquire degli altri strumenti. Un liquido flusso d’insieme nella condivisione circolare.
Non lettura, ma attraversamento sensoriale scaturito dal silenzio. Il testo diviene pretesto, la voce solo strumento in vibrazione alla scoperta della propria giustezza. Non è cantare un testo o riferire uno scritto ma distillarlo poco alla volta scoprendo e restituendo senso alla vibrazione che si fa parola.
A volte è la scrittura che costituisce la pulsazione, la sorgente a cui attingere nel comune risveglio, a volte sono i suoni a condurre per mano una voce sempre stupita dal suo immenso potere. Ecco che le identità di ciascuno entrano in risonanza e si assorbono, generosamente. Esecutore ed ascoltatore, si danno il diritto di essere Suono.
Enrica Bacchia voce
Yannik Da Re voce percussione
Ennio Marchesi oboe, sax contralto
Alessandro Turchet contrabbasso
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Il libro “Mongolia, la Via Dell’Acqua” è stato presentato:-[ TORNA SU ]-